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Il vero vantaggio competitivo della ricerca europea è la democrazia

E’ di questi giorni la notizia che il Governo cinese ha tentato di limitare la divulgazione dei risultati di una ricerca condotta dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con la Banca Mondiale. Secondo questa ricerca, infatti, gli elevati livelli di inquinamento di metropoli come Pechino e la bassa qualità degli standard edilizi ed igienici di numerose abitazioni sarebbero responsabili di circa 750.000 morti all’anno. I dati erano noti al Governo già da marzo, ma una parte del rapporto della ricerca era stato inibito per il timore di ‘agitazioni sociali’. Proteste e mobilitazioni della popolazione. contro l’inquinamento e la costruzione di impianti petrolchimici sono in continuo aumento in Cina. Ci si interroga spesso su come l’Europa possa reggere la competizione con gli investimenti e le risorse umane messe in campo dal colosso cinese. Ecco la risposta: rafforzando quello che è storicamente il suo fattore competitivo più solido: la democrazia. Che significa condivisione pubblica e trasparente degli obiettivi e dei risultati della ricerca. Altrimenti si può avere la ricerca più costosa e sofisticata, ma poi non serve a nulla se  rimane chiusa nei cassetti.

La notizia su BBC news

Soundtrack: Pere Ubu "Chinese Radiation"