“Solo il
tuo nome è mio nemico. Prendi un altro nome!” così Giulietta supplicava il suo
Romeo nel celebre dramma shakespeariano. Un’implorazione ricorrente anche sin dai
primi giorni in cui è esplosa l’emergenza per la patologia inizialmente detta
‘influenza suina’. Numerose voci si levarono subito, infatti, a criticare
l’etichetta affibbiata alla patologia causata dal virus meno pittorescamente
noto come A/H1N1.
Soprattutto
in campo medico-sanitario, l’attribuzione di un nome a una certa patologia può
da un lato rivelare, dall’altro alimentare, preoccupazioni e ‘nervi scoperti’
nella sensibilità del pubblico.
L’espressione
‘mucca pazza’, associata alle impressionanti immagini di mucche malferme sulle
proprie zampe che i notiziari continuavano a trasmettere, ebbe un ruolo non
trascurabile nel collocare
Un
meccanismo tipico è quello della ‘rimozione della malattia’, attribuendole
cause e provenienza al di fuori dai propri confini. Un modo di pensare che ben
si concilia, nella cultura popolare, con le diffuse rappresentazioni ‘militari’
della malattia come guerra tra germi invasori e organismo. La sifilide, ad
esempio, era nota agli italiani come ‘morbus gallicus’ (cioè malattia francese)
e ai giapponesi come ‘malattia cinese’. La grande epidemia di influenza del
1918-19, che causò oltre venti milioni di morti, divenne rapidamente nota – ed
è tuttora ricordata - come ‘spagnola’ nonostante la maggioranza degli studiosi
concordasse nell’assegnarle un’origine asiatica.
La
scelta di un’etichetta a cui associare una patologia infettiva condensa emblematicamente
un dilemma sempre più cruciale per le organizzazioni sanitarie in casi come
quello della ‘nuova influenza’: come bilanciare rassicurazione ed allerta,
evitando il panico ma nel contempo informando i cittadini sui potenziali rischi.
E’
probabile che parlare di ‘nuova influenza’ o ‘influenza A’ sia tecnicamente più
preciso oltre che politicamente più corretto. Ma ci si può chiedere se questi
slittamenti terminologici ‘in corsa’ non rischino di disorientare il grande
pubblico o addirittura di far abbassare la guardia della prevenzione. Al punto
da costringere ironicamente alcune
istituzioni sanitarie, come il Department of Health del Minnesota, a citare il
proprio illustre concittadino Prince (che anni fa rinunciò al proprio nome
d’arte per liberarsi da un contratto discografico), pur di farsi capire dai
propri interlocutori. Chi visita il sito web del Dipartimento trova infatti
notizie sull’influenza “formerly known as swine flu”, ovvero “influenza
precedentemente nota come influenza suina”.
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Massimo 06/set/2009 11:36:39
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