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Le migliori tecnologie della nostra vita

Pong2 La televisione è la tecnologia che ci
ha cambiato di più la vita in peggio; internet quella che ce l’ha cambiata in
meglio. Il computer è l’oggetto tecnologico di cui non potremmo più fare a meno.

Questi i principali risultati di una recente consultazione condotta online sul
sito di Observa Science in Society e dal vivo in occasione di una serie di
incontri pubblici a Vicenza sul tema “Noi e la tecnologia”, coinvolgendo nel
complesso oltre cinquecento persone.

Particolarmente interessanti le differenze
tra i risultati generali e quelli espressi dai ragazzi delle scuole superiori.
Nel voto online emerge infatti un certo pragmatismo e una qualche attenzione a
tecnologie consolidate ma di grande impatto sulla vita quotidiana quali la
lavatrice (al terzo posto tra le tecnologie che ci hanno cambiato la vita in
meglio) e il climatizzatore (al secondo posto tra quelle che ci hanno cambiato
la vita in peggio, a pari merito con il telefono cellulare). Computer, telefono
cellulare e automobile sono le tecnologie a cui è più difficile rinunciare per
chi ha votato via web. Ancor più marcatamente orientato alle tecnologie della
comunicazione il voto degli studenti: per più di un ragazzo su due  (52%) non sarebbe possibile fare a meno del
telefono cellulare, seguito a notevole distanza da iPod (17%) e computer (10%).
Sempre tra i ragazzi, internet e telefono cellulare spiccano tra le innovazioni
con il maggiore impatto positivo, mentre quasi uno studente su due (45%) indica
la televisione come la tecnologia con l’impatto più negativo sulle nostre vite. 

Sebbene non si tratti di uno studio rappresentativo in senso stretto, nondimeno
i risultati si prestano ad alcune riflessioni. Per le nuove generazioni, quelle
dei cosiddetti ‘nativi digitali’ – abituati cioè fin dalla nascita a
considerare le tecnologie digitali come parte del proprio ambiente e della
propria vita quotidiana – il dualismo ‘televisione-internet’ sembra segnare
piuttosto nettamente lo stacco tra passato e presente/futuro. Non si tratta
semplicemente di una questione tecnologica: il giudizio negativo sulla
televisione e quello positivo su internet rispecchia infatti una ben più
profonda trasformazione sociale, culturale e forse persino antropologica.
Sebbene siamo infatti – e spesso anche per buoni motivi – portati a vederla
diversamente, la televisione è storicamente un mezzo che ‘crea comunità’.
Questa era la visione dell’umanista McLuhan, e questo hanno sostenuto
autorevoli studiosi evidenziando come la
TV
abbia contribuito all’unificazione linguistica in Paesi
come il nostro. I grandi eventi sportivi o le dirette di momenti storici hanno
segnato questo ruolo della televisione come medium di appartenenza e
riconoscimento collettivo. Questa dimensione appare quasi del tutto irrilevante
per le nuove generazioni di ‘nativi digitali’. La televisione è da loro vista
come un mezzo passivo e statico, contrapposto a un mezzo come internet che
enfatizza l’autonomia dell’utente e la sua possibilità di accedere ai contenuti
secondo le proprie personali cadenze ed esigenze. Il mezzo che incarna, nel
bene e nel male, un individualismo sempre più spinto e una diversa, più
flessibile e più frammentaria riconfigurazione di appartenenze.

Guarda il video 'Piccolo passo o grande sbalzo? Noi e la tecnologia