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A REGOLA D’ARTE: TRA ‘SAPERE’ E ‘SAPER FARE’. Conversazione con Flavio Albanese

 

A Regola d'Arte MB Il tema del ‘saper fare’ mi sembra di particolare rilevanza
per il nostro Paese e la sua tradizione, fatta anche di saperi pratici e
incorporati in manufatti conosciuti a livello internazionale. Basti ricordare
quanto fu prezioso, per uno scienziato come Galileo, attingere all’esperienza
manuale dei ‘peritissimi artefici’ (come lui li chiamava) dell’Arsenale di
Venezia.

FA  Un aspetto che secondo me caratterizza la
dimensione del saper fare è l’identità del luogo del lavoro e luogo
dell’abitare. Il laboratorio dell’artigiano è un contenitore che favorisce e
combina il fare e il vivere. Soprattutto in alcune aree, la caratteristica
casa-capannone raccoglie l’eredità della “fraglia” e della contrada in cui
abitava chi praticava un certo mestiere. E’ un modello etico ed economico (nel
senso di oikos-casa) di  trasmissione di sapere e conoscenza – le cosiddette
“regole dell’arte” – all’interno del nucleo familiare.

MB  Torna in mente di nuovo Galileo e la sua
consuetudine, negli anni padovani, a tenere gli studenti a pensione nella propria
casa. Questo modello di trasmissione del sapere è ancora di attualità?

FA E’
più che mai di attualità alla luce della crisi dell’economia industriale, che
tipicamente separava abitazione e lavoro. Oggi, anche e soprattutto nelle nuove
professioni creative, questa combinazione torna nella casa/studio/loft.
Naturalmente si tratta di spazi diversi, fluidi, di architetture ibride. Penso
al Learning Center del Politecnico di Losanna progettato da Kazuyo Seijima,
dove gli spazi, privi di cesure, accompagnano la natura non rettilinea delle
contaminazioni tra i saperi.

MB In
che senso questo del ‘saper fare’ può essere un percorso caratteristico di un
Paese come il nostro, in un’epoca in cui si discute di ‘società ed economia
della conoscenza’?

FA  Questa permanenza della cultura artigianale, che
oggi assume forme molto avanzate di artigianato industriale, è  in fondo una garanzia di controllo
dell’output. Il fare ‘a regola d’arte’ è ciò che caratterizza i marchi più
solidi, penso ad esempio alla Ferrari. Certo, non c’è un’innovazione enorme, se
intendiamo l’innovazione come frettoloso arrembaggio di nuove tecnologie – una
strada che potrebbe invece caratterizzare Paesi come la Cina.

MB Mi
viene in mente la distinzione che Richard Sennett, nel suo L’uomo artigiano, traccia tra “esperto socievole” ed “esperto
antisociale”. L’esperto antisociale è perlopiù focalizzato sull’aspetto
tecnico. L’esperto socievole inserisce la propria competenza in un contesto che
valorizza il senso del suo ‘saper fare’.

FA  L’innovazione in questi casi avviene come continuo
processo di adattamento, più che come radicale introduzione di novità. Ma
questo richiede una continua elaborazione e raffinamento sul piano cognitivo.

MB  Da questo punto di vista quindi la scienza acquista
un ruolo come modello culturale e cognitivo, più che come fornitrice di
tecnologie…

FA Certo.
In un contesto centrato sul ‘saper fare’ la scienza ha un ruolo forse meno
evidente, ma non per questo meno significativo. Diventa una sorta di ‘snodo
cardanico’ tra volontà di andare avanti e consapevolezza della continua
necessità di adattamento. D’altra parte anche il lavoro degli artisti – penso
ad esempio ai lavori di Simon Starling – non può prescindere oggi dai
riferimenti alla scienza. Ma la stessa tecnologia può diventare il punto di
contatto tra saperi e contesti diversi. Nel mio studio c’è una stampante 3D che
‘stampa’ modelli tridimensionali dei progetti. L’unica altra macchina di questo
tipo in Italia è alla Geox: due settori e saperi completamente diversi,
accomunati dalla stessa tecnologia. In questo senso si può innovare
contaminando, mettendo insieme “regole” diverse.

A Regola D'Arte: Il piacere di saper fare tra scienza, tecnologia e cultura, Villa Caldogno (Vicenza), 16-18 Aprile 2010

Tra gli ospiti Massimo Piattelli Palmarini, Paolo Ulian, Silver, Pia Pera, Umberto Curi e Cristina Donà.

Dialoghi, concerti, cinema, degustazioni, danza e laboratori per esplorare il gusto di saper fare sotto la guida di autorevoli maestri.

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