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“Portare la scienza alle masse”: comunicare scienza e tecnologia in India

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“Portare la scienza alle masse”. Questa la missione che Thirumalachari Ramasami, il responsabile del Dipartimento di Scienza e Tecnologia del governo indiano, attribuisce ai programmi nazionali di comunicazione della scienza, inaugurando l’undicesimo convegno mondiale che si è tenuto in questi giorni per la prima volta in India, a New Delhi.

Una visione che potrà parere ingenua alla luce del dibattito ormai quasi trentennale su questi temi, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Qui infatti, una serie di crisi e ripensamenti ha portato a sostituire nel campo del rapporto tra scienza e cittadini, parole d’ordine come ‘divulgazione’  e ‘diffusione’ con altre come ‘dialogo’, ‘coinvolgimento’ e ‘partecipazione’.

Ma la missione del Dipartimento di Scienza e Tecnologia indiano va inquadrata nel contesto di un Paese con quasi un miliardo e duecentomila abitanti, con una crescita media annua del PIL superiore all’8% e uno sviluppo che continua però ad escludere ampie fasce di popolazione – secondo gli ultimi dati, nel mondo una persona in condizioni di estrema povertà su due vive in India e l’alfabetizzazione in età adulta supera di poco il 60%.

In questi anni l’India ha intensificato sforzi ed investimenti in campo scientifico-tecnologico. Negli ultimi due anni, in un quadro di riduzione globale della spesa per ricerca e sviluppo, è stato l’unico tra i grandi Paesi ad aumentarla insieme alla Cina. La previsione è che nel 2010 la quota di investimenti raggiunga lo 0,8% in rapporto al PIL, non troppo distante da quella di Paesi come l’Italia.

Negli stessi giorni in cui a Delhi si discuteva di comunicazione della scienza, il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha iniziato il suo viaggio ufficiale in India con una tappa a Bangalore, culla dell’hi-tech indiano. Qui Sarkozy ha visitato una delle sedi dell’Indian Space Research Organization: con un budget di oltre un miliardo di euro di investimenti statali, l’India si piazza ormai al sesto posto su scala mondiale in questo settore. Oltre alle collaborazioni internazionali ormai consolidate, un vantaggio competitivo dell’India è la capacità di contenere i costi: la missione lunare senza equipaggio Chandrayaan-1, lanciata nel 2008, è costata la metà di un’iniziativa cinese dello stesso tipo.

Le élites indiane considerano come priorità strategica la diffusione dei contenuti della scienza e della tecnologia e lo sviluppo dell’istruzione in questo settore; un’altra prerogativa, questa, che le avvicina alla Cina, nonostante le storiche divergenze politiche  – circa la metà dei membri del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha una laurea in campo tecnico-scientifico, compreso l’attuale segretario generale, Hu Jintao, laureato in ingegneria idraulica.

L’importanza di sviluppare una “mentalità scientifica” è addirittura inserita tra i doveri del cittadino nella Costituzione indiana. Il tema della mentalità scientifica fu introdotto dopo l’indipendenza dall’allora primo ministro Jawaharlal Nehru, che vi vedeva un elemento imprescindibile per superare i numerosi ostacoli che attendevano il colosso indiano dopo l’indipendenza: “fame, povertà, superstizione e oscurantismo, pregiudizi e vincoli tradizionali” che rischiavano di imprigionare lo sviluppo e la modernizzazione del Paese.

Per l’attuale primo ministro Manmohan Singh, la “mentalità scientifica” ha oggi le sembianze della rivoluzione tecnologica, che ha fatto dell’India “una delle superpotenze mondiali nel campo delle tecnologie dell’informazione” e come tale deve essere coraggiosamente rilanciata.

Nella sessione conclusiva del convegno, il Rettore di una delle più prestigiose università indiane ha ricordato agli esperti di comunicazione della scienza venuti da tutto il mondo quali siano le potenzialità dell’India e dell’Asia in generale: una popolazione giovane, e una quota crescente di giovani formati in campo tecnico-scientifico. Secondo i dati dell’indagine internazionale ROSE (Relevance of Science Education), che indaga gli atteggiamenti verso scienza e studi scientifici tra gli studenti di 15 anni in oltre quaranta Paesi, i ragazzi indiani sono tra quelli che esprimono interesse più elevato per le materie scientifiche e propensione a una carriera nella ricerca – interesse e propensione che è invece piuttosto modesti tra gli studenti europei, e in particolare proprio in qui Paesi che investono di più in ricerca.

Questa visione tecnocratica e ‘funzionale’ della comunicazione della scienza incontra tuttavia alcune perplessità anche in India, soprattutto da parte degli studiosi più giovani che guardano all’Europa e agli Stati Uniti per sviluppare una riflessione più critica su questi temi. Secondo Subhasis Sahoo, dell’Energy and Resources Institute di Delhi, “è importante prendere in considerazione quei movimenti civici che sempre più, anche in India, si fanno carico di presentare in modo costruttivo le esigenze e le aspettative dei cittadini in campo scientifico-tecnologico”. Un altro aspetto più volte sottolineato nel corso del convegno è l’importanza, per il settore della comunicazione della scienza, di interagire costantemente con altri settori delle scienze sociali e naturali.

E’ con questi temi e con sfide comunicative ormai globali che anche l’Europa deve tuttavia confrontarsi, soprattutto alla luce del ruolo crescente di queste aree sul piano dei processi di ricerca e innovazione tecnologiche.

Una sfida a cui l’Italia può dare un importante contributo: il prossimo convegno mondiale di comunicazione della scienza si terrà infatti per la prima volta nel nostro Paese, a Firenze, dal 18 al 20 aprile 2012. 

Firenze è stata scelta da un comitato scientifico internazionale dopo una severa competizione con altre città, tra cui Londra. Il tema generale sarà “Qualità, onestà e bellezza nella comunicazione della scienza”.

Giornalisti scientifici, responsabili della comunicazione di istituzioni di ricerca, curatori di musei e science centers e studiosi di comunicazione della scienza da tutto il mondo si interrogheranno su temi quali la valutazione e l’impatto delle attività di comunicazione in ambito scientifico; analizzeranno le trasformazioni dei processi e delle professioni – e delle relative responsabilità – anche alla luce dei nuovi contesti informativi; discuteranno come si possa valorizzare la dimensione estetica e visuale nella presentazione di contenuti scientifici.

Il prossimo convegno mondiale di comunicazione della scienza, Firenze, 2012