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Gli italiani e la scienza: più attenti all’informazione, ma anche più critici

CopertinaAnnuario2011 Gli italiani sono sempre più esposti a contenuti su scienza e tecnologia nei media, ma questo non si traduce necessariamente in atteggiamenti più positivi. E’ uno dei temi centrali che emergono dai dati del nuovo Annuario Scienza e Società 2011 di Observa Science in Society, pubblicato in questi giorni da Il Mulino. Nell’ultimo anno vi è stato un sensibile incremento del ‘consumo’ di informazione scientifica, soprattutto sul web: oggi la fruizione, almeno sporadica, di contenuti su scienza e tecnologia online caratterizza un italiano su due. Un incremento visibile soprattutto tra le nuove generazioni e nelle fasce più istruite: il 48,3% dei 15-29enni consulta frequentemente siti web con contenuti scientifici. L’attenzione alle notizie su questi temi è aumentata anche in media tradizionali come la stampa quotidiana, soprattutto se si considerano i fruitori più assidui. In effetti, i dati dell’Annuario mostrano anche che l’offerta di scienza da parte dei principali quotidiani italiani è in leggero aumento negli ultimi anni. 

Ma quale grado di affidabilità si attribuisce alle diverse fonti? Il contesto informativo considerato più credibile sono le conferenze pubbliche dei ricercatori, giudicate positivamente da oltre tre italiani su quattro. Un dato che conferma una specificità del pubblico italiano già rilevata in passato: siamo infatti tra i più assidui frequentatori in Europa di incontri e manifestazioni pubbliche sulla scienza, a fronte di un tasso relativamente modesto di visite a musei e mostre scientifiche. Rispetto al recente passato, aumenta anche la credibilità di fonti Internet come siti web di istituti di ricerca (dal 47,9% al 67,7%) e blog di ricercatori (dal 44,9% al 65,2%), mentre peggiora il giudizio sui programmi televisivi di divulgazione. Dunque la credibilità di alcune fonti Internet sta crescendo, a scapito dei media tradizionali, anche se non mancano le perplessità sull’affidabilità dei contenuti online, soprattutto su temi legati alla salute. D’altra parte anche sul web, così come per gli incontri pubblici, sono le fonti che fanno diretto riferimento ai protagonisti della ricerca a guadagnare autorevolezza presso il pubblico italiano: quando si va online per informarsi di temi scientifici di attualità, le pagine web degli istituti di ricerca sono viste come l’opzione più affidabile.

Se dunque vi è una tendenza crescente ad informarsi di scienza e tecnologia, con un atteggiamento di sostanziale fiducia verso la scienza diffusa dai media, come si traduce tutto questo in termini di opinioni e orientamenti?

Rispetto all’anno precedente, i nuovi dati registrano un aumento significativo dei giudizi critici. Oggi tra gli italiani è più diffusa la convinzione che la scienza e la tecnologia cambino troppo velocemente il nostro stile di vita (dal 69,3% al 79,3%) e che siano responsabili della maggior parte dei problemi ambientali (dal 50,9% al 63,7%), sebbene resti elevata la percentuale di chi crede che i benefici della scienza siano maggiori dei possibili effetti negativi. Anche sul piano delle questioni relative alla sfera dei valori emergono alcuni cambiamenti significativi. E’ notevolmente cresciuta, ad esempio, la  quota di intervistati che vedono nella scienza una minaccia a valori fondamentali come la vita umana e la famiglia: per la prima volta si riconosce in questo giudizio un italiano su due.

In definitiva, dunque, a fronte di un aumento nell’esposizione alla scienza nei media e di un livello di alfabetismo scientifico sostanzialmente stabile, gli atteggiamenti verso la scienza evidenziano  una crescita dei giudizi critici. Seppur in contrasto con il diffuso stereotipo secondo cui una maggiore esposizione alla comunicazione della scienza porta automaticamente a giudizi più positivi, un simile dato non deve stupire. Da oltre un decennio, ormai, la ricerca sul public understanding of science suggerisce interpretazioni meno lineari e più fondate sulle concrete pratiche di informazione e sulle appartenenze valoriali. È plausibile, ad esempio, che i cittadini siano portati a selezionare fonti di informazione che rafforzino le proprie opinioni. La crescita della rilevanza delle fonti web può essere letta in questa chiave: mentre le fonti di informazione tradizionali tendevano, almeno sino al recente passato, a dare una versione fondamentalmente consensuale della scienza, anche su questioni scientifiche il web è ricco di fonti in competizione a cui si può attingere in base ai propri orientamenti.

Annuario Scienza e Società 2011