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NUOVE PROVINCE, NUOVE OPPORTUNITA’? LA LEZIONE SCANDINAVA

3ac0e9914cd7279c8dcbd920e597Gran parte delle
discussioni sulle nuove province e aggregazioni territoriali sembrano dare
per scontato che si tratti di soluzioni ‘di ripiego’, perlopiù legate a
sacrifici per il contenimento della spesa.

Sarebbe interessante,
tuttavia, prendere anche in considerazione l’ipotesi che i nuovi scenari aprano
anche nuove e positive opportunità, soprattutto per settori come la conoscenza
e la cultura.

Esistono infatti
esperienze internazionali estremamente incoraggianti, e casi in cui una
proficua collaborazione ha coinvolto addirittura aree di Paesi diversi.

Per capirlo
immediatamente basta una gita a Copenhagen. Da poco più di una decina d’anni la
capitale danese è collegata da un ponte di circa 16 km alla città svedese di
Malmö. Ebbene su quel ponte, oltre ad auto, treni e tir, corrono anche idee,
progetti, ricercatori, nuovi progetti imprenditoriali.

La forte integrazione tra
pubblico e privato, tra università e aziende, ma soprattutto la collaborazione
tra i due Paesi rendono oggi la regione dell’Øresund un caso di eccellenza
nella ricerca e nell’innovazione.

Le dodici università
presenti sul territorio (otto danesi e quattro svedesi) si sono riunite in un consorzio
per coordinare e integrare i propri sforzi per elevare la qualità della propria
offerta e la capacità di attrarre i talenti migliori; grazie a questo accordo, tra
l’altro, i 14.000 ricercatori e soprattutto i 150.000 studenti complessivi
hanno accesso a un’ampia varietà di corsi, biblioteche e servizi. Anche grazie
a questa offerta di risorse umane qualificate (circa 2500 dottori di ricerca
all’anno) multinazionali quali Sony Ericsson, Astra Zeneca, Tetra Pak, Novo
Nordisk (ma anche numerose piccole e medie imprese ad elevato tasso di
innovazione) hanno trovato nell’ Øresund un habitat ideale.

Con questa base, non
sorprende che una città della regione, Lund, sia stata selezionata per ospitare
il megaprogetto di fisica delle particelle ESS (European Spallation Source) che
dovrà essere operativo a partire dal 2020; la regione, che ha sostenuto
compatta la candidatura con grandi investimenti, stima che il beneficio
economico di ospitare questa struttura sia calcolabile in 6000 nuovi posti di
lavoro all’anno.

Tutto questo senza
sacrificare dignità, specificità e identità locali – e mantenendo anzi lingue e
valute diverse! Ma sapendo altresì cogliere i vantaggi dell’aggregazione e
delle economie di scala in un territorio che per popolazione (quasi 4 milioni) è
paragonabile a una metropoli: tanto per fare un esempio, subito dopo la
costruzione del ponte, le società che gestivano i due porti di Malmö e
Copenhagen si sono fuse in un’unica azienda partecipata.

E’ probabile che quello
dell’ Øresund, al pari di molti altri modelli internazionali, non sia
esportabile come tale. Ma esso offre nondimeno un esempio di come nuove
aggregazioni e collaborazioni territoriali possano offrire nuove opportunità,
soprattutto in certi settori.