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Anche tu macchina molecolare? Metafore scientifiche nell’Italia del Censis

144950242-945849ba-d2bb-4411-90f2-147d45801111E dopo le metafore dal mondo marino (l’Italia “disormeggiata” del 2003 e l’ Italia “mucillagine” del 2007); quelle tecnologiche (l’Italia “replicante”, 2009); quelle medico-psicoanalitiche (l’Italia “in calo di desiderio”, 2010), quelle culinarie (l’Italia “sciapa” del 2013) e quelle animali (l’Italia “in letargo” del 2015) è arrivato per il Censis il momento delle metafore scientifiche.

Siamo entrati, ci informa infatti il rapporto, in una nuova era del “sommerso”. E fin qui pare di essere ancora nel mondo marino, o al massimo in un romanzo di Jules Verne ambientato nella profondità dei mari. Il sommerso è in realtà inteso dal Censis come fatturato non dichiarato, “più statico che evolutivo, senza un sistemico (sic) orientamento di sviluppo”. Non c’è più insomma il bel sommerso di una volta, e nemmeno l’evoluzione, non dico darwiniana, ma nemmeno lamarckiana. Il sommerso di oggi, ci avverte il Censis, è “un magma di soggetti, interessi e comportamenti”. La geologia, quindi, più che la biologia, sembra essere il serbatoio metaforico a cui attingere quest’anno per descrivere l’Italia. Paese d’altra parte storicamente ricco di attività sismica e vulcanica, per cui non stupisce che tra “mondo del potere politico e corpo sociale” si stia instaurando una “pericolosa faglia”.

Ma ecco il colpo di scena che ci catapulta, metaforicamente parlando, nella ricerca di frontiera, oltretutto premiata quest’anno con il Nobel per la chimica. Il sommerso italiano di questi anni, dice infatti il Censis, è “una macchina molecolare”. E per chiarire (?) aggiunge: “una esplosione di molteplicità monadiche”. La metafora sembra assai ardita, tanto più che secondo la voce Treccani firmata dal professor Balzani, “le macchine molecolari sono sistemi supramolecolari costituiti da un numero discreto di componenti, capaci di compiere movimenti utili allo svolgimento di certe funzioni, sotto l’azione di opportuni stimoli esterni”.

Insomma, abbastanza il contrario di quello che pare intendere il Censis. D’altronde la metafora è un po’ come lo zingaro secondo Gastone Moschin in Amici Miei, “quando gli gira, gira”, non le si può chiedere puntualità e precisione descrittiva.

Tanto più che il rapporto Censis arriva a chiarire, sempre ovviamente in punta di metafora, che il problema dell’Italia è che le istituzioni “non riescono più a «fare cerniera» tra dinamica politica e dinamica sociale” e “di conseguenza (?) vanno verso un progressivo rinserramento”.

Insomma dalla faglia alla serra, dalla geologia alla botanica, dall’evoluzione fino alla chimica delle macchine molecolari, l’inesausta creatività metaforica del Censis percorre quest’anno le scienze in lungo e in largo.

Purtroppo però non funziona più la cerniera, e quindi sul sommerso, e in generale sull’Italia, è meglio stare abbottonati.