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Mappare le controversie scientifiche: una cartografia per i cittadini della società della conoscenza?

Il
clima della terra sta cambiando per effetto dell’attività umana? Gli
OGM sono effettivamente una risposta ai problemi di cibo su scala
mondiale? Ci sono potenziali rischi nello sviluppo delle
nanotecnologie? Quali sono gli impianti più efficaci e sicuri per il
trattamento dei rifiuti?

Non passa giorno, ormai, senza che il
pubblico sia esposto a simili dilemmi attraverso i mezzi di
comunicazione. Come è possibile per il cittadino farsi un’idea su temi
così complessi ed esprimere poi il proprio voto o la propria
indicazione? I tradizionali strumenti a disposizione dell’opinione
pubblica – informazione attraverso i media o il dibattito pubblico –
sono adeguati di fronte a queste ‘inedite’ sfide poste dalla società
della conoscenza?

MACOSPOL (MApping COntroversies on Science for POLitics) è un progetto europeo, guidato dall’Università francese  e dal sociologo e filosofo Bruno Latour, a cui collaborano sociologi, filosofi, architetti, designers ed esperti web.
L’obiettivo del progetto è quello di definire nuovi strumenti tecnologici capaci di offrire ‘mappe’ delle controversie tecnico-scientifiche,
utili a far orientare nelle loro scelte non solamente i cittadini, ma
anche i policy makers e i giornalisti chiamati in causa in queste
dispute per professione.

Per individuare e sviluppare queste
‘tecnologie democratiche’, MACOSPOL propone di far dialogare un vasto
ed eterogeneo insieme di ricerche che sono state condotte in due ambiti
principali: quello degli Studi Sociali su Scienza e Tecnologia (STS) e
quello dello sviluppo di strumenti interattivi sul World Wide Web.
Gli esperti coinvolti nel progetto stanno studiando, in particolare, le cartografie del Web prodotte attraverso il software  Issuecrawler  della fondazione Olandese
 Govcom e il databaseRisk Cartography 
che permette all’utente di ‘esplorare’ tutti i diversi aspetti che
caratterizzano una controversia tecnico scientifica, dalle
argomentazioni presentate dai vari protagonisti, fino alle
caratteristiche degli oggetti e dei dispositivi tecnologici coinvolti.
Il risultato finale potrebbe essere una cartografia – o se si
preferisce, un ‘Google map’ – che soccorra e assista il cittadino della
moderna società della conoscenza nella formazione dei propri
orientamenti e che contribuisca a ridefinire la relazione tra expertise
e sistemi democratici.

MACOSPOL
è un ambizioso progetto tecnologico-democratico, ma come funzionerà
concretamente? Per saperlo occorrerà attendere la fine del 2009, quando, sotto la supervisione di Observa –Science in Society (partner italiano del progetto), l’utilità e la funzionalità di MACOSPOL saranno testati in un workshop
a Venezia. Un panel di cittadini avrà a disposizione MACOSPOL per farsi
un’idea su una questione scientifica controversa, mentre un gruppo di
controllo lavorerà con gli strumenti informativi tradizionali (stampa,
web, documenti).

Su Nova Review di Giugno un articolo di Massimiano Bucchi e Andrea Lorenzet sulla mappatura delle controversie scientifiche

Il sito del progetto Macospol